La ricerca di Dante attraversa poesia, filosofia, linguistica e politica, con opere che mostrano
la varietà del suo pensiero.
Scienza
Quaestio de aqua et terra
La Quaestio de aqua et terra è un trattato scolastico di Dante sulle cause per cui le acque non ricoprono interamente la terra abitabile.
Riconosciuta come opera di
Dante, la Quaestio de aqua et terra è un trattato condotto secondo la struttura della
quaestio filosofica in uso nella Scolastica. Il tema dell’opera venne esposto da Dante a Verona
nel 1320: consisteva nella determinazione delle cause per cui il globo terrestre non è ricoperto
dalle acque, ma presenta una parte abitabile di terra emersa.
Poesia
Detto d’Amore
Il Detto d'Amore è un poemetto in versi lacunoso, dedicato all’amore cortese e ispirato
al Roman de la Rose.
È stato attribuito al
medesimo autore del Fiore, che autorevoli dantisti come Parodi e Contini hanno
riconosciuto essere opera di Dante. Il Detto d’Amore ci è giunto lacunoso in 480 versi
che, sul modello del Roman de la Rose, costituiscono un piccolo trattato sull’amore
cortese.
Poesia
Il Fiore
Il Fiore è una raccolta di 232 sonetti ispirati al Roman de la Rose, la cui
attribuzione a Dante è discussa.
L’opera, così chiamata nel
1881 da Fernand Castets, che ne fu il primo editore, ha diviso gli studiosi circa la sua reale
ascrivibilità a Dante; si tratta di 232 sonetti che compendiano il Roman de la Rose, in
particolar modo il tema della battaglia politica che contrappose, nella seconda metà del XIII
secolo, il clero secolare agli Ordini Mendicanti.
Poesia latina
Egloghe
Le Egloghe sono due componimenti latini di Dante in forma di dialogo poetico, nati dalla corrispondenza con Giovanni del Virgilio.
Si tratta di una
corrispondenza poetica che Dante ha intrattenuto con Giovanni del Virgilio, il quale aveva
chiesto al poeta fiorentino di scrivere in latino un poema epico, così da estendere la sua
gloria anche tra gli intellettuali. Con la prima egloga Dante risponde che non avrebbe
rinunciato alla natura del suo fare poesia e con la seconda prende congedo dal del Virgilio che
lo invitava nella sua dimora. Molti sono stati i dubbi avanzati dagli studiosi sull’autenticità
delle Egloghe, che Dante avrebbe scritto tra il 1320 e gli ultimi mesi della sua vita.
Epistole
Epistole
Delle numerose lettere di Dante, tredici sono giunte fino a noi, tra cui quella dedicata a Cangrande della Scala.
Delle innumerevoli
epistole scritte da Dante, che il Filelfo dice di avere personalmente avute sotto mano, solo
tredici sono giunte fino a noi. Tra queste, la più importante è l’epistola XIII con la quale
Dante dedica la terza Cantica della Commedia a Cangrande della Scala e che illustra il
soggetto del poema (l’anima dell’uomo dell’aldilà) ed il suo scopo (indicare al genere umano la
via dell’eterna felicità).
Politica
Monarchia
Il trattato politico in cui Dante sostiene l’autonomia del potere
imperiale da quello ecclesiastico.
Scritta in latino, questa
opera che fu posta all’indice dalla Chiesa è il trattato con il quale Dante espone la sua
dottrina politica, sostenendo la necessità di un potere temporale appannaggio dell’Impero e non
del potere ecclesiastico. La data di composizione è ancora discussa: il riferimento interno al
Paradiso ha fatto ipotizzare una stesura tra il 1313 e il 1318, o addirittura tra il
1320 e il 1321; supponendo invece che il riferimento sia stato aggiunto posteriormente, è stata
avanzata l’ipotesi di una stesura in occasione della discesa in Italia dell’imperatore Arrigo
VII, tra il 1311 e il 1313.
Linguistica
De vulgari eloquentia
Il trattato in latino in cui Dante teorizza l’uso di un volgare
illustre come lingua comune.
Rivolta a un ristretto
gruppo di intellettuali, questa opera che esalta, come lingua comune, l’uso di un volgare
illustre, viene da Dante scritta in latino. Il De vulgari eloquentia è stato scritto
tra il 1303 e il 1305 e, come il Convivio, è un’opera incompiuta in quanto si ferma al
capitolo XIV del secondo dei quattro libri di cui doveva essere formato.
Filosofia
Convivio
Il Convivio è un trattato filosofico di Dante in volgare, pensato per rendere il sapere accessibile a chi desidera imparare.
Scritto tra il 1304 e il
1307-8, dei 15 previsti dall’autore, il Convivio si compone di soli quattro trattati:
il primo introduttivo e i restanti scritti in forma di prosimetro. Vero e proprio trattato di
filosofia, il Convivio viene da Dante scritto in volgare affinché di esso ne possano
usufruire tutti coloro che, pur essendo desiderosi di sapere, non possono avvicinarsi alla
cultura dei dotti. I temi di cui trattano i commenti alle canzoni sono l’amore per la Filosofia,
la felicità che questa dona agli uomini e, infine, la natura della nobiltà.
Poesia
Rime
Le Rime raccolgono le liriche di Dante non comprese nella Vita nova o nel
Convivio, riunite in nuclei tematici e stili diversi.
All’interno delle
Rime sono state fatte confluire tutte le liriche di Dante non comprese nella Vita
nova o nel Convivio, e riunite secondo determinati nuclei tematici che
evidenziano un diverso stile poetico dell’autore: abbiamo così le ‘liriche giovanili’ che si
richiamano a Guittone d’Arezzo, quelle ‘stilnoviste’ il cui modello è rappresentato da
Guinizelli e Cavalcanti, le ‘rime nove’ che presentano un allontanamento dal modello
stilnovistico, le liriche della tenzone con Forese che si richiamano alla poesia
comico-realistica, le canzoni dottrinali e, infine, le così dette rime ‘petrose’ caratterizzate
dall’asprezza dello stile e dedicate alla crudele donna Pietra.
Prosa e poesia
Vita nova
Il prosimetro autobiografico in cui Dante racconta l’amore per
Beatrice e il proprio percorso poetico.
Databile tra il 1294 e il
1296, la Vita nova è un prosimetro composto da 42 capitoli (o 32 secondo l’edizione di
Guglielmo Gorni), nei quali si alternano 31 liriche. L’opera, di soggetto autobiografico, ruota
attorno alla figura di Beatrice e all’amore che Dante ha nutrito nei suoi confronti, dal primo
incontro alla mirabile visione che convincerà il poeta a parlare della donna amata come mai è
stato fatto da alcun uomo.