La vita
di Dante.

Dagli studi giovanili all'incontro con Beatrice, dalla carriera politica alla condanna e all'esilio: la vita di Dante Alighieri è la storia di un poeta legato per sempre a Firenze, la sua città.

Ritratto di Dante Alighieri con corona d’alloro

Gli studi e Brunetto Latini

Fin dalla più giovane età Dante si dedicò agli studi grammaticali e retorici e conobbe i principali autori latini. La Cronica di Giovanni Villani mostra quanto fossero diffuse a Firenze, pochi anni dopo la morte del poeta, l'alfabetizzazione e la successiva formazione commerciale e intellettuale dei giovani.

Nel 1277, presso le case degli Alighieri, teneva lezione un maestro del popolo di San Martino al Vescovo, ricordato con l'espressione latina romanus doctor puerorum. Un insegnamento decisivo, anche se probabilmente non continuativo, fu quello retorico-letterario, politico e civile di Brunetto Latini.

Latini era magistrato, ambasciatore e notaio ufficiale della Repubblica fiorentina nel 1267; morì nel 1294 e fu sepolto in Santa Maria Maggiore. Apparteneva alla Parte Guelfa e, dopo la rotta di Montaperti, fu costretto all'esilio come guelfo militante. Visse in Francia dal 1260 al 1266, dove scrisse in francese alcune opere fondamentali del suo tempo.

Brunetto Latini incontra tre donne sulle rive dell’Arno a Firenze

La cultura francese e la poesia in volgare

Brunetto fu insieme retore e filosofo, divulgatore di un nuovo enciclopedismo nutrito di cultura transalpina e sostenitore di un umanesimo civile. Giovanni Villani lo ricorda come un grande filosofo e maestro di retorica, capace di insegnare ai Fiorentini a parlare bene e a governare la Repubblica secondo la politica.

Dall'autore del Tesoretto, del Favolello e del Li livres dou tresor, il giovane Alighieri avviò l'acquisizione della cultura francese. Ne sono prova il Detto d'Amore e il più tardo Fiore, rifacimento in 232 sonetti di una parte del Roman de la Rose, opere oggi attribuite a Dante.

Intanto, a partire dalla Scuola Siciliana, cresceva la poesia in volgare. Negli anni giovanili di Dante il panorama poetico fiorentino era in piena espansione, come mostrano il Codice Vaticano 3793 del XIII secolo, uno dei più antichi e importanti canzonieri, il Codice Palatino 418 e il Codice Laurenziano Rediano 9 della Biblioteca Nazionale di Firenze.

Statua di Dante davanti a un palazzo fiorentino

Firenze, gli stilnovisti e Beatrice

Escludendo le rime degli autori che saranno poi chiamati stilnovisti, nei canzonieri duecenteschi la maggior parte dei poeti è fiorentina o toscana; gli altri sono spesso poeti vissuti in stretto contatto con Firenze, come fra' Guittone d'Arezzo. La loro operosità letteraria e artistica arrivava al culmine proprio mentre Dante preparava la mente e l'animo alla poesia.

Dante si separò presto da quei modelli. Con la conquista del “dolce stile” e con le rime in lode di Beatrice, poi commentate nella Vita nova, si distaccò consapevolmente dalla schiera dei rimatori in volgare delle generazioni precedenti e diede forma alla nuova poetica stilnovista. Approfondisci la biografia sul sito del Museo Casa di Dante ↗

Il prossimo passo

Camminare dove ha camminato Dante.

Dopo la sua vita, si possono scoprire i luoghi e le storie che la custodiscono: il percorso continua al Museo Casa di Dante, nel cuore di Firenze.

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Una strada del quartiere dantesco di Firenze